DIARIO NOTTURNO

COMPLEXITY LITERACY MEETING 2025

Presentazione di Andrea Di Menna

Al Complexity Literacy Meeting 2025, edizione interamente dedicata all’intelligenza artificiale, Andrea Di Menna – ingegnere gestionale, consulente, Master in Complexity Management – ha proposto una lettura sorprendente di Diario notturno di Ennio Flaiano, mettendo in dialogo l’ironia aforistica dello scrittore con le trasformazioni cognitive e culturali introdotte dall’IA generativa.
Il titolo della presentazione — «Ho poche idee ma confuse» — sintetizza con leggerezza il tono dell’intervento: la lucidità del cronista, l’ironia come strumento di conoscenza, il gusto per la complessità. Flaiano, attraverso racconto, dialogo, aforisma e paradosso, diventa una lente critica per interrogare il nostro rapporto con le macchine di intelligenza artificiale.

Uno dei nodi centrali dell’intervento ha riguardato la distinzione tra competenza e comprensione.
Le macchine contemporanee sono in grado di produrre testi coerenti, soluzioni articolate, risposte persuasive. Ma comprendono ciò che fanno? Oppure operano in una dimensione puramente funzionale, ottimizzando probabilità senza abitare il senso?
Nel dialogo immaginario tra Flaiano e l’IA, l’ironia si fa strumento critico:
alla frase «Oggi anche il cretino è specializzato», la macchina risponde «Posso specializzarmi in qualunque stile».
Alla moltiplicazione delle verità, l’IA replica producendo «diverse versioni della verità».
In questo scarto emerge una tensione decisiva: l’IA accelera l’ovvio, lucida il già visto, leviga le asperità da cui spesso nasce un’idea. La sua forza è anche il suo limite.

DIARIO NOTTURNO

di Ennio Flaiano

Diario notturno - Presentato da Andrea Di Menna

Nessun libro come il Diario notturno (1956) riesce a contenere in sé – finemente distillata nella sostanza e nella forma – l’intera opera di Ennio Flaiano. Vi ritroviamo infatti tutti i costituenti primari del suo modo di essere, psicologico e letterario: il pessimismo lucido e dolente; la coscienza del nulla vissuta attraverso la quotidiana consunzione dei volti, dei luoghi, dei ricordi; la percettività del moralista di scuola francese, perso in un Paese che si preoccupa di tutt’altro. E vi ritroviamo tutte le forme che Flaiano prediligeva: il racconto ingegnoso e fulminante, l’apologo ora amaro ora grottesco, il taccuino di viaggio che intaglia immagini icastiche, il dialogo corrosivo e sarcastico, l’aforisma che non si lascia dimenticare.

Le slides utilizzate da Andrea Di Menna, che approfondiscono i temi trattati, sono disponibili al seguente link:

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per informazioni:
complex.institute@gmail.com

Cell. +39-327-3523432

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