Chi è il padrone del linguaggio?

Forme del pensiero e pratiche dell’azione ai tempi dell’IA

Le slides della Lectio Magistralis del Prof. Giuseppe Zollo al Complexity Literacy Meeting Meeting 2025

Biblioteca Comunale di Abano Terme, 13 settembre 2025

 In collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Abano Terme, il Complexity Institute ha presentato, all’interno del Complexity Literacy Meeting 2025, una serata speciale dedicata all’intelligenza Artificiale con una conferenza aperta al pubblico tenuta dal Prof. Giuseppe Zollo.
Erano presenti quasi cento persone, sia come partecipanti all’intera edizione del Complexity Literacy Meeting 2025, sia come pubblico esterno, riempiendo così la bellissima sala della Biblioteca del Comune di Abano Terme.

Siamo grati a Michela Allocca, assessore alla Cultura del Comune di Abano, che con la sua passione e la sua competenza ha reso possibile questo evento. Ringraziamo di cuore Graziano Cosner, responsabile del Settore Cultura del Comune di Abano, che ci ha affiancato nella preparazione dell’evento e Daniele Ronzoni, responsabile della Biblioteca di Abano Terme. 

1. STEMMA COMUNE DI ABANO TERME - VETTORIALE

Chi è il padrone del linguaggio? Forme del pensiero e pratiche dell’azione ai tempi dell’AI

In Attraverso lo specchio di Lewis Carroll, l’uovo-filosofo Humpty Dumpty intrattiene un dialogo con Alice.

«Quando io uso una parola» disse Humpty Dumpty con un certo sdegno, «quella parola significa ciò che io voglio che significhi – né più né meno».

«La questione è» disse Alice, «se lei può costringere le parole a significare tante cose diverse».

«La questione è» replicò Humpty Dumpty, «chi è che comanda – ecco tutto».

Chi comanda davvero l’uso delle parole? Fino a pochi anni fa, la questione sembrava risolta: si dava per assodato un patto implicito tra il singolo parlante e la sua comunità linguistica, in base al quale l’individuo poteva produrre testi muovendosi entro le possibilità di manipolazione riconosciute dalla collettività. Anche le trasgressioni – come l’uso della metafora – erano tollerate, purché gestite con misura.

Poi, inattesa, è arrivata una macchina. L’AI generativa – che qui chiameremo Gen-Ar-In, Genarin – ha reclamato il proprio diritto di cittadinanza nella comunità linguistica, dimostrando di saper costruire testi con una sofisticazione superiore a quella di molti umani.
Il problema è che Genarin non è un essere vivente. Non possiede un corpo, né un cervello, né – soprattutto – una coscienza o un “Io” di riferimento. Non pensa come noi. Compie un numero impressionante di calcoli, produce liste di numeri, e associa a questi numeri parole. Il risultato è una tessitura testuale ricca e sorprendente, a cui noi umani attribuiamo significati anche molto complessi. Ma attenzione: Genarin non vuole comunicarci nulla. Non ha intenzioni, né desideri. Fa solo ciò che sa fare: tessere, ciecamente, una rete di corrispondenze tra le parole, calcolando e ricalcolando miliardi di numeri.

Non è la prima volta che l’umanità è costretta a rivedere la propria posizione nel mondo. Fino al 1543 ci consideravamo al centro del cosmo. Poi Copernico ci ha relegati in un’orbita periferica attorno al Sole. Fino al 1859 ci credevamo creature speciali. Poi Darwin ci ha ricordato che siamo parenti stretti di scimmie, alberi e batteri – tutti figli dello stesso albero evolutivo.
Sono stati traumi salutari: ci hanno aiutato a ridefinire consapevolmente il nostro posto nell’universo. Ora è in arrivo un nuovo trauma. Genarin ci dice, con brutale chiarezza, che l’intelligenza non è esclusiva degli esseri viventi. E che il nostro monopolio sull’intelligenza è finito.

Genarin ci sfida: «Io esisto. E ora tocca a voi rimettere in discussione le vostre idee su ciò che chiamate intelligenza, significato, senso. Dovete rinunciare, ancora una volta, al privilegio di un posto speciale nel mondo».

Un compito difficile. Ma inevitabile. In questa conferenza, proveremo a interrogarci su chi siamo diventati, ora che l’AI è tra noi. E cominceremo da una domanda semplice e radicale: cosa fa davvero Genarin quando “collabora” con noi usando il linguaggio?

Giuseppe Zollo

Già Professore di Ingegneria Gestionale presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, già Direttore del Centro di Ateneo per la Comunicazione e l’Innovazione Organizzativa (COINOR) e coordinatore del dottorato internazionale in Science and Technology Management, dedica la propria attività di ricerca agli aspetti cognitivi e organizzativi relativi alla comprensione e gestione dei sistemi complessi.
È autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche ed ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali. Recentemente ha pubblicato “Suggestioni matematiche della Divina Commedia“ (Rogiosi 2021), “Ulisse, parola di leader“ (Marsilio 2021) e “Elegant Design: A Designer’s Guide to Harnessing Aesthetics“ (Bloomsbury Publishing PLC 2022).

Giuseppe Zollo

Guarda le slides della presentazione di Giuseppe Zollo al Complexity Literacy Meeting 2025: “Chi è il padrone del linguaggio?”

Per vederle direttamente su SlideShare, clicca qui!

Ogni presentazione del Complexity Literacy Meeting 2025 è stata un’occasione per esplorare, da prospettive diverse, il rapporto tra intelligenza artificiale e pensiero complesso.
Dai romanzi che mettono in scena il dialogo tra umano e macchina, ai saggi che indagano le dimensioni etiche, sociali e politiche dell’IA, il percorso di lettura costruito durante il Meeting continua online.
Scopri le altre presentazioni dei libri al CLM 2025:

Per sapere di più sul Complexity Literacy Meeting:

CLICCA QUI!

Per informazioni:
complex.institute@gmail.com

Cell. +39-327-3523432

Translate »