LA VITA DELLA VITA

di Edgar Morin

Pensare la vita come relazione

Il secondo volume de Il Metodo di Edgar Morin al Complexity Literacy Meeting

Abano Terme, 27-29 marzo 2026

Dopo La natura della natura, il percorso del Complexity Literacy Meeting dedicato a Il Metodo è proseguito con il secondo volume dell’opera di Edgar Morin: La vita della vita.
La presentazione ha affrontato uno dei passaggi più importanti dell’intero Metodo: il modo in cui la vita può essere pensata non come un insieme di entità separate, ma come una dinamica di relazioni, organizzazioni, dipendenze reciproche e trasformazioni continue.
Il gruppo — composto da Ilaria Massocco, Elisabetta D’Agostino, Marinella De Simone e Gabriella Lisi — ha scelto di attraversare il volume seguendo alcuni nuclei centrali del pensiero moriniano: l’ecologia, l’autonomia, il soggetto, l’organizzazione vivente e il rapporto tra individuo, società e ambiente.
Ne è emersa una lettura che non ha ridotto la vita a una definizione biologica, ma l’ha interrogata come processo complesso, fragile e generativo.

La vita della vita - Il Metodo vol. 2 di Edgar Morin

L’ecosistema come cambiamento di sguardo

Uno dei primi passaggi affrontati nella presentazione riguarda il concetto di ecosistema, che in Morin non rappresenta soltanto un tema ecologico, ma un cambiamento profondo nel modo di osservare la realtà.
L’ecosistema mostra infatti che la vita non si organizza attraverso un centro unico o un controllo esterno. Ordine e disordine non si escludono: convivono, si intrecciano, si co-producono. Le interazioni tra gli esseri viventi generano organizzazione pur restando parziali, locali, spesso miopi.
La natura appare così come una rete di relazioni in continua trasformazione, nella quale ogni organismo esiste sempre dentro una dipendenza reciproca con l’ambiente che lo rende possibile.
Da qui emerge una delle intuizioni più forti del volume: la vita è eco-organizzazione.

Autonomia e dipendenza

Nel percorso proposto dal gruppo, il tema dell’autonomia ha occupato uno spazio centrale. Morin mostra infatti che nessun essere vivente è veramente autonomo nel senso dell’indipendenza assoluta. Ogni autonomia si costruisce dentro una relazione di dipendenza con l’ambiente, con gli altri organismi, con gli scambi energetici e informativi che rendono possibile la vita. L’autonomia non elimina il legame: lo trasforma.
Questa tensione attraversa l’intero volume e permette di superare molte opposizioni tradizionali tra individuo e ambiente, libertà e vincolo, organizzazione e apertura.
La vita non è mai chiusura completa né fusione indistinta: è una continua negoziazione tra conservazione e trasformazione.

La vita come produzione di sé

Un altro nucleo molto importante emerso nella presentazione riguarda il tema della produzione di sé. L’essere vivente non è una struttura statica, ma un processo che continuamente si produce e si rigenera.
In questa prospettiva, anche il soggetto viene ripensato. Morin sposta infatti la nozione di soggetto da un piano esclusivamente filosofico o psicologico a una dimensione biologica e organizzativa. Il soggetto emerge dalla capacità di auto-riferimento, di auto-organizzazione e di auto-produzione.
L’identità non è allora qualcosa di fisso o isolato, ma una dinamica relazionale che si costruisce nel tempo. La presentazione ha mostrato bene come questo passaggio abbia implicazioni profonde anche sul piano antropologico e sociale: l’essere umano non può essere pensato separatamente dalle reti di relazioni che lo costituiscono.

Individuo, società, appartenenza

Particolarmente significativa è stata anche la riflessione sugli individui di primo, secondo e terzo tipo: cellule, organismi e società.
Morin mostra come ogni livello organizzativo renda possibili nuove forme di autonomia e nuove proprietà emergenti, ma introduca allo stesso tempo nuovi vincoli e nuove fragilità. Ogni appartenenza trasforma l’individuo che vi partecipa. Nel dialogo sviluppato durante la presentazione è emersa con forza una domanda che attraversa anche il nostro presente: cosa significa appartenere a sistemi sempre più complessi senza perdere singolarità, libertà e possibilità di trasformazione?
Una domanda che il volume non chiude in una risposta definitiva, ma mantiene aperta come tensione generativa.

LA VITA DELLA VITA
IL METODO VOL. 2

di Edgar Morin

La vita della vita. Vol. 2 Il Metodo - di Edgar Morin

Se nel primo volume del suo "Metodo (La natura della natura)" Edgar Morin si era posto l'obiettivo di non separare il problema della conoscenza della natura da quello della natura della conoscenza, in questa "Vita della vita (Il metodo 2)" a essere investito dalla sfida della complessità è l'ambito della biologia, profondamente trasformato ormai molti anni fa dalla scoperta del DNA, non accompagnata però da una rivoluzione concettuale adeguata alle nuove realtà emerse. È appunto questa rivoluzione concettuale che Morin si propone di promuovere nel presente volume: chiarire l'autonomia e la dipendenza dell'organizzazione vivente in rapporto all'ambiente in cui si inserisce. L'autonomia e la dipendenza reciproca tra l'individuo e la specie sono ancora uno degli obiettivi che si pone oggi, nell'era della manipolazione genetica, la ricerca libera, decisa a non lasciare l'iniziativa al potere politico e all'industria della vita. (dal quarto di copertina)

Guarda le slides della presentazione di “La vita della vita” – Il Metodo vol. 2 – al Complexity Literacy Meeting “Dentro il Metodo”, edizione speciale dedicata a Il Metodo di Edgar Morin

Per vederle direttamente su SlideShare, clicca qui!

Un pensiero della vita dentro la vita

La presentazione di La vita della vita ha mostrato con grande chiarezza come il secondo volume de Il Metodo rappresenti un passaggio decisivo nel pensiero di Edgar Morin.

La vita non appare più come un oggetto da osservare dall’esterno, ma come una dinamica relazionale di cui anche l’osservatore fa parte. Pensare la vita significa allora pensare contemporaneamente organizzazione, incertezza, dipendenza, autonomia e trasformazione.

È da questa prospettiva che il pensiero complesso continua a interrogare il nostro modo di abitare il mondo e di costruire relazioni con gli altri, con l’ambiente e con noi stessi.

Ogni volume de Il Metodo è stato attraversato da un gruppo diverso di lettura, confronto e approfondimento. Le presentazioni sviluppate durante il Complexity Literacy Meeting restituiscono non solo i nuclei centrali dell’opera di Edgar Morin, ma anche il lavoro collettivo che ne è nato.
Il percorso continua online attraverso i contributi dedicati ai singoli volumi.
Scopri le altre presentazioni del Complexity Literacy Meeting:

Per sapere di più sul Complexity Literacy Meeting:

CLICCA QUI!

Per informazioni:
complex.institute@gmail.com

Cell. +39-327-3523432

Translate »