LA CONOSCENZA DELLA CONOSCENZA

di Edgar Morin

Il terzo volume de Il Metodo di Edgar Morin al Complexity Literacy Meeting

Abano Terme, 27-29 marzo 2026

Conoscere come conosciamo: entrare nei processi, nei limiti e nei paradossi del pensiero

Con il 3° volume de Il Metodo, La conoscenza della conoscenza, Edgar Morin compie un passaggio ulteriore nel suo percorso: dopo aver interrogato la natura e la vita, rivolge lo sguardo verso ciò attraverso cui natura e vita possono diventare, per noi, oggetto di conoscenza.
Ma interrogare la conoscenza significa inevitabilmente entrare in un movimento ricorsivo. Chi conosce è, nello stesso tempo, colui che prova a conoscere il proprio conoscere. Il soggetto non può collocarsi completamente fuori dal processo che osserva: ne è parte, ne utilizza gli strumenti, ne condivide i limiti.
È forse per questo che La conoscenza della conoscenza è uno dei volumi più densi e impegnativi de Il Metodo. Enrico Cerni, presentando il lavoro svolto dal gruppo che lo ha accompagnato nella lettura, parte proprio da qui: dalla fatica di comprendere un testo che continuamente apre nuove connessioni e costringe a tornare sui propri passi.

La conoscenza della conoscenza - Il Metodo vol. 3 di Edgar Morin

Conoscere significa anche riconoscere ciò che non sappiamo

La conoscenza, nella prospettiva di Morin, non è un processo lineare che conduce progressivamente dall’ignoranza alla certezza. Conoscere significa fare i conti con l’errore, l’illusione, l’incompletezza e l’incertezza. Diventa allora necessario interrogarsi non soltanto sui contenuti del nostro sapere, ma sui processi attraverso cui quei contenuti prendono forma.
Come conosciamo ciò che crediamo di conoscere? Quanto dipende dalla nostra struttura biologica, dalla nostra storia, dalla cultura nella quale siamo immersi, dal linguaggio attraverso cui organizziamo l’esperienza? E quanto di ciò che consideriamo realtà è inseparabile dal nostro modo di osservarla, nominarla e interpretarla?
È qui che la conoscenza della conoscenza diventa un esercizio di riflessività, diventando consapevoli delle condizioni e dei limiti attraverso cui la conoscenza si produce.
Ed è anche qui che Morin individua una possibile patologia del sapere: quella che nasce dalla separazione rigida delle discipline, dagli specialismi chiusi, dall’accumulo di informazioni prive di connessioni, dalla frammentazione che finisce per rendere invisibile proprio ciò che vorremmo comprendere. È quella che Morin definisce una forma di “intelligenza cieca”.

Mente e cervello: separati e inseparabili

Uno dei luoghi nei quali questa difficoltà appare con maggiore evidenza è il rapporto tra mente e cervello. Morin ci mette di fronte a un paradosso: «La mente non sa nulla da sola del cervello che la produce», ma nello stesso tempo il cervello non sa nulla della mente che lo concepisce. Tra i due esiste quella che viene descritta come una reciproca opacità. E tuttavia non possiamo comprendere l’uno senza l’altra.
La tentazione sarebbe quella di scegliere: materia o spirito, cervello o mente, biologico o psichico. È proprio questa alternativa che il pensiero complesso prova a superare. Nella presentazione ritorna più volte un passaggio apparentemente semplice ma decisivo: sostituire all’“o” la “e”. Non eliminare le distinzioni, ma evitare che diventino separazioni assolute. È l’unitas multiplex: ciò che è uno può essere nello stesso tempo molteplice, senza che una delle due dimensioni cancelli l’altra.

LA CONOSCENZA DELLA CONOSCENZA
IL METODO VOL. 3

di Edgar Morin

La conoscenza della conoscenza .Vol. 3 Il Metodo - di Edgar Morin

Nel terzo volume del suo "Metodo", Edgar Morin enuclea le domande fondamentali che ci si deve porre se si vuole conoscere le fonti degli errori e delle illusioni. Che cos'è un cervello capace di produrre una mente capace di concepirlo? E che cos'è una mente capace di concepire un cervello che la produce? La ricerca di Morin sulle possibili risposte a questi "paradossi della conoscenza" mette in chiaro come la scoperta delle limitazioni inerenti a ogni forma di sapere costituisca la grande forza, e non la grande debolezza, della conoscenza e dell'umanità contemporanee. (dal quarto di copertina)

Guarda le slides della presentazione di “La conoscenza della conoscenza” – Il Metodo vol. 3 – al Complexity Literacy Meeting “Dentro il Metodo”, edizione speciale dedicata a Il Metodo di Edgar Morin

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Abitare il dubbio

Alla fine del percorso, La conoscenza della conoscenza sembra condurci verso un risultato apparentemente paradossale: conoscere meglio non significa necessariamente possedere più certezze. Può significare, al contrario, diventare più consapevoli di ciò che non sappiamo.
La conoscenza della conoscenza non coincide allora con un sapere superiore capace di osservare tutti gli altri saperi dall’alto. È piuttosto una postura riflessiva: la capacità di interrogare continuamente i modi attraverso cui costruiamo ciò che sappiamo, riconoscendo il ruolo del soggetto, del corpo, del linguaggio, della cultura, delle emozioni, dell’immaginazione e delle relazioni.
Nella discussione che ha fatto seguito alla presentazione, questa prospettiva è emersa con particolare chiarezza: l’oggetto decisivo non è semplicemente che cosa conosciamo, ma come conosciamo ciò che conosciamo.
Forse è proprio per questo che una delle immagini più efficaci evocate da Enrico Cerni è quella dello spirito della valle: la capacità di ricevere le diverse acque che vi confluiscono. Pensieri, esperienze, biografie, saperi, miti, ragione, emozioni, dubbi. La valle non elimina le differenze tra le acque che accoglie: permette loro di incontrarsi.
Conoscere la conoscenza può significare anche questo: imparare a stare dentro la pluralità dei nostri modi di conoscere, senza ridurli prematuramente a uno solo. E forse imparare ad abitare, con maggiore consapevolezza, quell’incertezza che non rappresenta il fallimento della conoscenza, ma una delle condizioni più profonde del pensiero complesso.
Ogni volume de Il Metodo è stato attraversato da un gruppo diverso di lettura, composto da persone che hanno concluso una delle edizioni del Master in Complexity Management. Le presentazioni sviluppate durante il Complexity Literacy Meeting restituiscono non solo i nuclei centrali dell’opera di Edgar Morin, ma anche il lavoro collettivo che ne è scaturito.
Il percorso continua online attraverso i contributi dedicati ai singoli volumi.
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