Video del Web-Meeting:

Buddhismo e Complessità in dialogo

Pensiero complesso e visione buddhista a confronto per comprendere la realtà del nostro tempo

Web-Meeting con Enrico Cerni e Chiara Mascarello

È ora disponibile il video del primo webinar del ciclo 2026 Buddhismo e Complessità in dialogo, un percorso nato dalla collaborazione tra Complexity Institute, Centro Studi dell’Unione Buddhista Italiana (UBI) e Il Cerchio – Monasteri e Centri Zen. Un progetto che prosegue quanto sperimentato nel 2025 con il workshop residenziale al Monastero Zen SanboJi di Berceto, e che nel 2026 si articola in quattro incontri online mensili, come avvicinamento al nuovo workshop in presenza (12–14 giugno 2026), dedicato al tema dell’incertezza.

Questo primo incontro ha avuto un valore introduttivo molto chiaro: offrire “fondamenta” e una cornice di senso per orientarsi tra i due approcci, mettendo in luce risonanze e differenze senza cercare sovrapposizioni forzate. Per l’occasione, al posto di Marinella De Simone (assente per indisposizione), è intervenuto Enrico Cerni, in dialogo con Chiara Mascarello. 

Parlare e immaginare la complessità

Enrico Cerni costruisce il suo intervento in due parti. La prima è quasi una mappa delle impossibilità di “spiegare” la complessità: perché è complesso parlare di complessità?
La prima ragione riguarda la non linearità: nei sistemi complessi le cause non sono proporzionali agli effetti, e piccoli eventi possono produrre conseguenze durature e impreviste. La seconda tocca uno strumento che usiamo continuamente ma che spesso diamo per scontato: il linguaggio, che è intrinsecamente ambiguo e plurivoco, e apre sempre interpretazioni differenti. La complessità è poi difficile perché le variabili in gioco sono molte e interconnesse, al punto che la riduzione rischia di far perdere significato: non sono gli elementi isolati a “spiegare” un fenomeno, quanto le relazioni tra essi. Enrico richiama anche un nodo decisivo: l’osservatore non è esterno al sistema, ma ne fa parte e, nel momento in cui osserva, lo modifica. A questo si aggiunge un’altra caratteristica che attraversa molte riflessioni sulla complessità: ordine e caos coesistono. La complessità abita una soglia, uno spazio dinamico in cui non si elimina la tensione tra opposti, ma la si attraversa.

Infine, Enrico sottolinea il carattere interdisciplinare (e transdisciplinare) del pensiero complesso e la necessità di accettare l’incertezza, tollerando paradossi e ambivalenze senza forzare soluzioni lineari.

Nella seconda parte, l’introduzione di Enrico diventa più immaginativa e narrativa: propone sette immagini che aiutano a “vedere” la complessità. Lo stormo (o il banco di pesci) mostra come da regole locali e distribuite possa emergere un comportamento collettivo coordinato. La rete richiama insieme protezione e vincolo, e rende percepibile come un tocco in un punto possa far vibrare l’intera struttura. Il cervello, con la coscienza come emergenza dall’interazione, porta l’attenzione su un fenomeno che non si riduce a una singola parte, ma si manifesta nel dinamismo delle connessioni. Poi l’acqua: metafora della forma che cambia e dello “stare tra” ordine e caos, fino ai punti di transizione. La farfalla introduce l’effetto farfalla e i feedback che amplificano o frenano gli andamenti. Il gatto sulla libreria Billy (complicato vs complesso) chiarisce, con ironia, la differenza tra ciò che può essere smontato e ricostruito seguendo istruzioni e ciò che, invece, vive di processi e relazioni. Infine, l’onda — fenomeno emergente, contingente, imprevedibile — richiama l’erranza come condizione: non un difetto da eliminare, ma una dimensione costitutiva del vivere. 

Uno sguardo buddhista: interdipendenza, coscienza, responsabilità

Chiara Mascarello propone un’introduzione al buddhismo che evita subito un equivoco: parlare di “buddhismo” al singolare è improprio, perché esistono tradizioni diverse, sviluppatesi in contesti culturali differenti. In questo scenario plurale, Chiara indica un filo comune: la tradizione buddhista come sentiero di conoscenza, in cui la conoscenza non è soltanto informazione, ma esperienza trasformativa. Chiara articola la riflessione su tre piani.

Sul piano ontologico, sottolinea che nulla esiste in modo indipendente: i fenomeni sono il risultato di cause e condizioni; la relazione parte-tutto è costitutiva; e l’interdipendenza diventa sempre più sottile fino a coinvolgere il rapporto tra conoscitore e conosciuto. Qui si intravede il nucleo di una delle dottrine centrali della tradizione: il sorgere dipendente e, sullo sfondo, la vacuità come decostruzione dell’idea di un’esistenza “autofondata”.

Sul piano epistemologico, Chiara mette al centro un punto cruciale: la mente non può porsi come osservatore esterno. La cognizione è già rete, processo, relazione; e la tradizione buddhista indaga in profondità questo scavo continuo tra soggetto e oggetto, tra chi conosce e ciò che è conosciuto.

Sul piano etico, la conseguenza è netta: se la realtà è relazionale, anche il comportamento non può essere individualistico. La comprensione non è neutrale: chiede responsabilità, attenzione alle condizioni, cura delle intenzioni. In questa prospettiva, alcune qualità come la compassione non sono semplici valori aggiunti, ma conseguenze coerenti di una comprensione profonda della relazionalità dell’essere.

Ha guidato il dialogo:

Dario Simoncini

Vice-Presidente del Complexity Institute, già Professore di Complexity Management e di Organizzazione Aziendale presso l’Università di Pescara. E’ autore di diversi libri e articoli sui temi della complessità, della leadership e delle organizzazioni.

Ne hanno parlato:

Enrico Cerni

Veneziano, molto veneziano e anche molto europeo. Eclettico negli interessi e appassionato di complessità. Le parole sono da sempre il filo conduttore delle sue attività. Di mestiere è manager della formazione e responsabile della Faculty di una multinazionale italiana. Tra i libri pubblicati, La Divina Avventura (2007) prima riscrittura in versi della Divina Commedia per l’infanzia diventata un long seller; Ulisse, parola di leader (2021); Atlante della complessità (2025).

Chiara Mascarello

Ricercatrice in Studi buddhisti tibetani presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Collabora con il Centro Studi dell’Unione Buddhista Italiana, occupandosi di diversi progetti nel campo dei Buddhist Studies, dei Contemplative Studies e dei Consciousness Studies. I suoi interessi di ricerca vertono sulle possibilità di dialogo fra le tradizioni contemplative e gli studi attuali sulla coscienza, nonché sulle applicazioni della meditazione nelle società contemporanee.

Prossimo incontro

Questo primo webinar non chiude, ma inaugura: stimola curiosità, apre piste di ricerca, offre immagini e concetti per entrare nel dialogo.

Il secondo webinar del ciclo si terrà il 12 marzo 2026, ore 21.00–22.30, e sarà dedicato al tema “Non linearità e karma”, in dialogo tra Pier Luigi Gentili e Francesco Tormen

 Guarda il video del web-meeting “Buddhismo e Complessità in dialogo. Pensiero complesso e visione buddhista a confronto per comprendere la realtà del nostro tempo”

con Enrico Cerni e Chiara Mascarello

Incontro organizzato in collaborazione con Centro Studi UBI

Incontro organizzato in collaborazione con Il Cerchio Monasteri Zen

Per contattarci:
complex.institute@gmail.com

Cell. +39-327-3523432

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