Un passaggio di soglia tra lavoro, pensiero e vita

Dopo trent’anni nella formazione manageriale, Luca Ferri descrive l’Executive Master in Complexity Management come un percorso che non aggiunge soltanto strumenti, ma trasforma il modo di pensare, osservare e agire

Luca Ferri si occupa di formazione manageriale da trent’anni. Proprio per questo, il suo racconto è particolarmente significativo: arriva da una persona che conosce bene il mondo della formazione, che ha attraversato molti percorsi, che ha incontrato modelli, strumenti e linguaggi diversi. 

Eppure, nel parlare del Master, Luca sceglie una distinzione molto precisa: non lo definisce semplicemente un corso, ma un’esperienza. Un’esperienza che, nelle sue parole, si vive a diversi livelli e che rappresenta un vero “passaggio di soglia”.

Questa espressione racconta bene il senso del percorso. Il Master non propone soltanto contenuti da apprendere, ma invita a entrare in una trasformazione più profonda: un cambiamento nel modo di osservare, pensare, interpretare e agire dentro le situazioni complesse.

Mettere in discussione le proprie certezze

Uno dei passaggi più forti della testimonianza riguarda il rapporto con le proprie certezze professionali.
Dopo tanti anni dedicati alla formazione manageriale, Luca racconta di essersi trovato a rivedere alcune convinzioni consolidate, alcuni modi abituali di spiegare e interpretare i contesti organizzativi. Il Master gli ha permesso di vedere il “dietro le quinte” dei propri modi di ragionare, aprendo la possibilità di metterli in discussione quando rischiano di diventare vincoli, anziché risorse.
È qui che la complessità mostra il suo carattere trasformativo, non  eliminando ciò che già sappiamo, ma chiedendoci di rileggerlo. Ci consente così di riconoscere meglio i limiti dei nostri schemi e di aprire nuove possibilità di pensiero e di azione.

Una postura scomoda, ma generativa

Luca parla anche di una “postura scomoda”. È una formulazione importante, perché restituisce la serietà del processo formativo.
Incontrare la complessità non significa semplicemente sentirsi arricchiti da nuovi concetti; significa anche attraversare momenti di smarrimento, difficoltà, imbarazzo, perché ciò che cambia non è soltanto ciò che si sa, ma il modo stesso in cui si guarda e si interpreta ciò che accade.
Questa scomodità, però, non è un ostacolo, ma è parte del lavoro trasformativo. È lo spazio in cui diventa possibile riconoscere automatismi, rivedere paradigmi, abitare domande nuove e costruire una postura più consapevole nelle situazioni professionali e personali.

Una ricaduta immediata nel lavoro

La testimonianza di Luca è particolarmente significativa anche perché mostra la concretezza del percorso.
Il Master, racconta, gli ha aperto un mondo, ma un mondo immediatamente praticabile. La complessità non è rimasta un tema teorico o un linguaggio astratto: è diventata una lente utilizzabile nel lavoro quotidiano, nella formazione, nella relazione con le persone e nella lettura dei contesti organizzativi.
Per chi opera nella formazione, nella consulenza, nel management o nello sviluppo delle persone, questo passaggio è centrale. Studiare la complessità significa acquisire strumenti concettuali, ma soprattutto imparare a riconoscere situazioni, interdipendenze, tensioni e possibilità d’azione che prima rischiavano di restare invisibili.

Guarda la video-testimonianza

La testimonianza di Luca Ferri permette di comprendere che cosa può significare attraversare l’Executive Master in Complexity Management per chi ha già una lunga esperienza professionale e sente il bisogno di rinnovare il proprio sguardo.
Un passaggio di soglia, appunto: tra lavoro, pensiero e vita.

Guarda il video completo dal nostro canale YouTube:

Executive Master in Complexity Management

Sta per partire la nuova edizione del Master. Per ricevere la brochure, scrivici a: complex.institute@gmail.com

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