Letture per l'Estate 2026

consigliate da Ines Fabbro

Anche quest’anno continuiamo a raccogliere, per il tempo dell’estate, suggerimenti di lettura capaci non soltanto di accompagnare le giornate più lente, ma anche di offrire prospettive diverse da cui osservare il presente.

Le proposte di Ines Fabbro ci conducono questa volta dentro luoghi, vicende e trasformazioni storiche che continuano a interrogare il nostro tempo. Un saggio e due opere narrative molto diverse tra loro: L’ora dei predatori di Giuliano Da Empoli, Anime baltiche di Jan Brokken e La casa della moschea di Kader Abdolah.

Tre libri che attraversano il potere e la politica contemporanea, la storia e le culture dei Paesi baltici, le profonde trasformazioni dell’Iran dalla seconda metà del Novecento. E che, attraverso persone, microstorie e grandi passaggi collettivi, aiutano a riconoscere quanto il presente sia intrecciato a ciò che lo ha preceduto.

Lasciamo direttamente a Ines Fabbro il racconto delle ragioni che l’hanno portata a scegliere proprio queste letture per l’estate 2026.

Buona lettura e buona estate!

Tra luoghi, persone e storia, tre libri per leggere anche il presente

Giuliano Da Empoli, L’ora dei predatori. Il nuovo potere mondiale visto da vicino, Einaudi, 2025.

Jan Brokken, Anime baltiche, Iperborea, 2015.

Kader Abdolah, La Casa della Moschea, Iperborea, 2025.

L'ora dei predatori. Il nuovo potere mondiale visto da vicino - di Giuliano Da Empoli

Tra i libri recenti e passati, ne scelgo alcuni – un saggio e due opere letterarie - che ci raccontano di luoghi, persone e storia connessi con gli eventi cui stiamo assistendo. Come saggio suggerisco "L’ora dei predatori" del politologo Giuliano Da Empoli. Siamo nella piena attualità, il mondo è sottosopra e il pianeta Terra soffre, i vincoli tanto importanti per incanalare le azioni verso obiettivi che non siano il caos vengono elusi, osserviamo alcuni attori insofferenti a ogni regola e incuranti dei diritti umani: cosa accomuna la nozione di potere e le vicende politiche che ne conseguono? Il testo si legge d’un fiato, è breve e incisivo, non si dimentica.

Anime baltiche - Jan Brokken

Tra le opere narrative ho individuato tante ipotesi e, alla fine, scelgo due pubblicazioni di Iperborea: "Anime baltiche" dell’olandese Jan Brokken e "La Casa della Moschea" dell’iraniano naturalizzato olandese Kader Abdolah, due libri che risalendo alla storia di luoghi geografici e culturali illuminano persone e vicissitudini reciprocamente intrecciate, trasformazioni crudeli che ancora oggi sono ferite aperte. "Anime baltiche" ci mette in contatto con personaggi dell’arte figurativa, della letteratura, della filosofia e della musica – tra i quali cito Mark Rothko, Romain Gary, Hannah Arendt e Arvo Part – nati in una delle attuali Repubbliche Baltiche e descritti nel contesto ambientale e politico in cui hanno trascorso l’infanzia. Ogni capitolo è dedicato a un personaggio o a una situazione (es. il cap. 9, I baroni baltici) e da un capitolo all’altro emergono i legami tra famiglie, tra culture spesso incompatibili; le fughe dopo i massacri; la pressione delle ideologie e dei pregiudizi; di fatto le radici della permanenza nelle popolazioni di un incoercibile bisogno di autonomia e indipendenza. "Anime baltiche" è un libro da rileggere di tanto in tanto, si potrebbe dire che “fa cultura”, che aggiunge microstorie alla storia ufficiale, spesso dispotica. Magari subito dopo si può affrontare il recente "La malinconia del viaggiatore", dove troviamo altri personaggi (il poeta Machado, il pittore Matisse, …) le cui vite si intrecciano con i momenti storici e le vicende dei Paesi in cui hanno vissuto.

La Casa della Moschea - Kader Abdolah

"La Casa della Moschea" a sua volta può far comprendere con profonda sensibilità come sono avvenute le trasformazioni dell’Iran dalla seconda metà del ‘900 agli anni recenti. Il romanzo si ispira alla vita di Said Sultampur, patriarca di un’importante famiglia persiana, e si legge con intensa emozione sia nelle parti nostalgiche della vita nella casa e nel bazar, sia nelle parti in cui si narra la cosiddetta modernizzazione introdotta dal regime dello Scià, sia nel racconto della nascita e affermazione dell’ideologia politico-religiosa del Khomeinismo. Gli olandesi hanno votato "La Casa della Moschea" secondo miglior romanzo olandese mai scritto (il primo è "La scoperta del cielo" di Harry Mulisch).

Chi è Ines Fabbro:

Ha lavorato per circa cinquant’anni in varie università pubbliche (Torino, Bologna, Siena), con diversi ruoli, fino a quello di direttore amministrativo/direttore generale. Da ultimo dg dell’Istituto nazionale di ricerca metrologica. Durante gli anni di direzione dell’Alma Mater università di Bologna (1993-2009) ha incontrato la complessità e ha dovuto iniziare a studiare per affrontarla con cambiamenti profondi di metodo gestionale. Ha svolto incarichi di componente di nuclei di valutazione (università di Napoli Federico II, Politecnico di Torino, Università di Padova, università di Torino) e ha contribuito ad avviare il progetto di benchmarking Good Practice e il Master sulla gestione delle università ed enti di ricerca presso il Politecnico di Milano, tutt’ora attivi.
Attualmente esercita come Gestalt coach e mentore e coltiva i propri interessi culturali, tra i quali il tema della complessità nei suoi vari aspetti. Ha frequentato i Master organizzati dal Complexity Institute, al quale è associata dal 2016.
 

La foto di copertina è di Fikret K da Pixabay

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