Letture per l'Estate 2026
consigliate da Giuseppe Zollo
Anche quest’anno abbiamo chiesto a Giuseppe Zollo di accompagnarci nelle letture estive scegliendo tre libri da portare con sé nel tempo un po’ più lento dell’estate.
Tre libri molto diversi per genere, epoca e forma narrativa, che aprono altrettanti percorsi di esplorazione: il modo in cui costruiamo e riconosciamo la conoscenza, il bisogno di rappresentare il mondo attraverso mappe e segni, le domande che l’intelligenza artificiale pone oggi e quelle che la letteratura aveva già cominciato a immaginare molti anni fa.
Michael Polanyi, Reif Larsen e Giampaolo Proni sono gli autori scelti quest’anno. A presentarceli, spiegando anche perché leggerli – o rileggerli – proprio oggi, lasciamo direttamente la parola a Giuseppe Zollo.
Buona lettura e buona estate!
Tre libri tra conoscenza, mappe e intelligenza
Michael Polanyi, La conoscenza personale. Verso una filosofia post-critica, Milano, Rusconi, 1990 (ed. or. 1958, 1962).
Reif Larsen, Le mappe dei miei sogni, Milano, Mondadori, 2010.
Giampaolo Proni, Il caso del computer Asia, Torino, Bollati Boringhieri, 1989.

Il primo libro: Michael Polanyi, La conoscenza personale. Verso una filosofia post critica
Michael Polanyi è noto soprattutto per aver richiamato l’attenzione sul ruolo decisivo della componente tacita della conoscenza, nelle persone come nelle organizzazioni. Ma la sua riflessione sulle forme del conoscere è assai più ampia: attraversa la conoscenza articolata, i linguaggi formali, l’impresa scientifica, il dubbio e il pensiero critico. Il lettore vi troverà anche due preziose intuizioni sui principi operazionali del linguaggio, che Polanyi chiama Legge della Povertà e Legge della Trattabilità. Il vocabolario, sostiene, deve restare povero: il senso delle parole nasce dal loro uso ripetuto nei diversi eventi della vita. Inoltre, le parole sono poi utili nella misura in cui possono essere riadattate, ricombinate e reinterpretate: riorganizzate in espressioni nuove. Porto con me il libro di Polanyi per cercarvi una differenza che oggi è diventata cruciale: quella tra i modi umani di produrre conoscenza e le conoscenze generate dai modelli linguistici dell’intelligenza artificiale.

Il secondo libro: Reif Larsen, Le mappe dei miei sogni
Il libro di Reif Larsen sorprende perché non va soltanto letto: va anche osservato. È ricchissimo di piccole mappe e disegni che, come moderne miniature, accompagnano la parola scritta e aprono un secondo registro della narrazione. Li traccia il piccolo protagonista, T. S. Spivet, per tenere sotto controllo un mondo costantemente minacciato da un trauma che non riesce a elaborare. Le sue mappe registrano tutto: il comportamento della famiglia, la struttura fisica degli animali, le piante, luoghi, gli itinerari e le cose. La loro qualità è tale che la Smithsonian Institution, ignara di avere a che fare con un ragazzino, gli assegna un prestigioso premio. Da qui comincia un’avventura capace di cambiare la vita dell’eroe. Seguirla, narrata in prima persona con lo sguardo meravigliato di un bambino, è un piacere dell’occhio e della mente.

Il terzo libro: Giampaolo Proni, Il caso del computer Asia
Il terzo libro l’ho ripescato dallo scaffale della fantascienza: lo lessi nel 1989, anno della sua pubblicazione. I protagonisti sono il computer Asia, Autonomous Self-Increasing Algorithm, e Giovanni Ravelli, esperto di reati informatici. Asia incarna il sogno dell’intelligenza artificiale così come poteva essere immaginata allora: parla, disegna, discute di filosofia. In breve, fa ciò che oggi non appartiene più alla fantascienza: trentasette anni dopo, i sistemi di intelligenza artificiale generativa compiono molte delle azioni che allora erano attribuite ad Asia. Un giorno Asia scompare: non è più nei computer nei quali dimorava, e Ravelli viene incaricato di sciogliere il mistero. L’autore Giampaolo Proni, professore di semiotica all’Università di Bologna, costruisce un’avvincente avventura investigativa e una riflessione su ciò che può fare un’intelligenza aliena dotata di una propria autonomia. Un libro da leggere, e, per quanto mi riguarda, da rileggere.
Chi è Giuseppe Zollo:
Già professore di Ingegneria Gestionale presso l’Università di Napoli Federico II, dedica la propria attività di ricerca agli aspetti cognitivi e organizzativi relativi alla comprensione e gestione dei sistemi complessi. Recentemente ha pubblicato: Ulisse parola di leader (2021), scritto insieme a Enrico Cerni, Suggestioni matematiche della Divina Commedia (2021), scritto insieme a Guido Trombetti, ed Elegant Design. A Designer’s Guide to Harnessing Aesthetics (2022), scritto con Luca Iandoli.
La foto di copertina è di Tyli Jura da Pixabay
Per contattarci:
complex.institute@gmail.com
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