Corso su scienza della complessità per insegnanti della Scuola Giustiniani di Rapallo
RAPALLO (SP). Full immersion nello studio dei sistemi complessi per gli insegnanti della scuola media “A.Giustiniani” di Rapallo, che per cinque settimane sono impegnati in un corso di aggiornamento molto particolare. “Scienza della complessità e modalità di apprendimento”, proposto da Marinella De Simone, Direttore Scientifico del Complexity Institute di Chiavari, e Dario Simoncini, Docente di Gestione della Conoscenza presso la Facoltà di Scienze Manageriali dell’Università G. D’Annunzio di Pescara. Si tratta di un ciclo di lezioni che approfondisce l’emergere di proprietà collettive in sistemi con un gran numero di componenti in interazione tra loro, come appunto avviene in una scuola.
“Complessità” è il termine che meglio riassume la fitta trama dei rapporti e delle relazioni che regolano la vita delle società odierne. Lo sviluppo recente di una vera e propria scienza dei sistemi complessi, che sta trasformando le scienze della natura e le scienze sociali, consente oggi di affrontare le problematiche tipiche della gestione di una comunità, di una scuola o di un’azienda, in un’ottica molto più ricca del passato. La scienza della complessità infatti cerca di scoprire i presupposti e il comportamento emergente dei sistemi complessi, elementi spesso invisibili agli approcci tradizionali, focalizzandosi sulla struttura delle interconnessioni dei sistemi, piuttosto che sui loro singoli componenti. Si tratta di un cambio di orientamento nella forma mentis degli scienziati: la scienza tradizionale si basa su un ragionamento riduzionistico per cui se sono noti tutti i fattori che concorrono a creare una situazione, è possibile prevederne il risultato e viceversa. Ma quando si parla del funzionamento di una classe di ragazzi eterogenei per provenienza e mentalità, per esempio, si è di fronte ad una nuova situazione in cui la conoscenza delle proprietà degli elementi individuali non è sufficiente per descrivere la struttura nel suo insieme.
“Applicare alla realtà scolastica la scienza della complessità significa aiutare i docenti a comprendere come il sistema scuola si adatta ai cambiamenti, come far apprendere in modo efficiente e come ottimizzare il comportamento in classe. – dice la Preside della Giustiniani Anna Macera – Si tratta di un un’ottica fortemente innovativa che favorisce l’emergere di una cultura interdisciplinare, intersoggettiva ed integrata dei saperi umani”.
Tra gli argomenti affrontati dal corso di aggiornamento, l’imprevedibilità come generatrice di nuove possibilità; la capacità di integrare visione locale e visione globale; la necessità di elevare la capacità di relazionarsi non soltanto col singolo alunno ma con tutto il suo mondo.

