Le organizzazioni sono verbi e non sostantivi

 Gli studi organizzativi hanno focalizzato la loro attenzione sulle organizzazioni considerandole come entità a se stanti, come se fossero oggetti che godono di una esistenza reale e intrinseca.

L’organizzazione è stata studiata nel suo essere un ‘sostantivo’ – espressione di una stasi – perdendo la sua dinamica nello spazio e nel tempo. Le azioni e le interazioni, invece, generano continue trasformazioni negli agenti organizzativi e nel loro ambiente.

Sarebbe, quindi, molto più adeguato provare ad esprimere l’organizzazione mediante l’utilizzo di ‘verbi’ – espressione di un moto – valorizzandone la dinamica nello spazio e nel tempo. Ecco perché abbiamo scelto di definire l’organizzazione complessa come Emerging Organization: l’organizzazione che emerge, nel libro che abbiamo appena pubblicato.

E poi, quando si cerca di esprimere qualcosa con la forma verbale, automaticamente ci si sente portati ad aggiungere un soggetto che agisce, che compie l’azione, quella che conferisce il movimento al contesto. In questo caso, ci sentiamo in obbligo di aggiungere “organizzazioni emergenti da…”: da qui si apre tutto il mondo delle possibilità.

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